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06 Set 2010 - 10:29
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Notizia rilevata dal quotidiano il Giornale
Basterà un prelievo di sangue per sapere se il feto è sano Basterà un prelievo di sangue per sapere se il feto è sano A Perugia sperimentata una tecnica che nel95% dei Casi può sostituire l?amniocentesi. Ed elimina ogni rischio per il nascituro Innovazione Un gruppo di ricercatori italiani ha messo a punto un nuovo metodo di diagnosi prenatale. Nei prossimi anni potrebbe sostituire l?amniocentesi evitando i rischi che questo esame comporta: basterà un semplice prelievo del sangue della madre per scoprire eventuali malattie causate dall?alterazione dei cromosomi, l?esame potrà essere effettuato dalla decima settimana. Monica Marcenaro da Milano .C'è un'alternativa all'amniocentesi che non comporta rischi e il cui esito arriva in metà del tempo. Si tratta di un semplice prelievo di sangue che può essere fatto fin dalla decima settimana di gestazione e che analizzato con le tecniche messe a punto per la prima volta al mondo dall'equipe diretta da Giancarlo Di Renzo dell' università di Perugia consente di individuare eventuali anomalie nei cinque cromosomi più importanti, responsabili cioè del 95 per cento delle patologie del nascituro. La scoperta del nuovo metodo arriva sulla scia di un?altra importante acquisizione scientifica degli anni 90 fatta dalla ricercatrice americana Diana Bianchi. Della tufts university school of medicine di Boston e cioè che cellule staminali del feto migrano nell?organismo della madre. Il gruppo di Di Renzo ha scoperto non soltanto come individuarle, ma come analizzarne il corredo cromosomico e ieri, in occasione del Congresso mondiale di medicina prenatale in corso a Firenze, ha presentato i risultati della ricerca che è in corso di pubblicazione su una rivista scientifica internazionale. Altra importante novità è che c?è un dottore insospettabile a disposizione di tutte le donne che hanno avuto almeno una gravidanza: il feto lascia loro in regalo un pacchetto di cellule staminali capace di attivarsi in caso di malattia . ?Sono cellule immature che restano nell?organismo della donna per decenni, sempre pronte a curarla?, ha annunciato Bianchi ieri a Firenze, in apertura del congresso. ? Una gravidanza dura per sempre?, ha osservato la ricercatrice americana. Le cellule del feto che attraversano la placenta durante la gravidanza non sono completamente immature: sono cellule progenitrici del sangue che, una volta raggiunto un organo, sono pronte a svilupparsi in una particolare direzione: per esempio, se nel fegatò compaiono lesioni dovute all'epatite, le cellule fetali si trasformano in cellule epatiche. È un corredo di cellule «tuttofare>che il feto ha regalato alle madri fin dai primi mesi della gestazione. Il gruppo di Diana Bianchi ne ha individuato grandi quantità annidate nel fegato e le ha viste attivarsi quando l'organo è stato minacciato da una malattia seria come l'epatite C. Cellule simili sono state viste in azione anche nella tiroide e sono state individuate anche nella milza e nei polmoni. Ma torniamo al lavoro fatto dal gruppo tutto italiano diretto da Di Renzo, docente universitario di ginecologia e ostetricia, attualmente direttore della clinica di Ostetricia e ginecologia dell' ospedale di Perugia, tra gli italiani più conosciuti all'estero nel campo della medicina materno-fetale e perinatale. Rispetto all'amniocentesi. Il prelievo è più precoce perché può essere fatto fin dalla decima settimana di gravidanza e l'esito è disponibile in una decina di giorni. Non evidenzia, però tutte le anomalie cromosomiche come avviene nell?amniocentesi ma solo a quelle relative ai cromosomi sessuali X e Y e ai cromosomi 13, 18, 21 ( quest?ultimo responsabile della sindrome di down ). ?Si tratta dei cromosomi più importanti - sottolinea l?accademico ? responsabili del 95 per cento delle patologie del nascituro?. Dopo aver concluso la sperimentazione animale, dalla primavera scorsa è iniziata quella sull?uomo. In particolare, una volta ottenuto il via libero dal comitato etico dell?Ospedale e dalla regione Umbria il test è già stato utilizzato su un ?migliaio di gestanti? aggiunge Di Renzo. L?amniocentesi Domanda Che cos?è? Risposta E? un prelievo di liquido amniotico con un ago attraverso la parete addominale D: A cosa serve? R: A identificare alterazioni cromosomiche del feto quali sindrome di Down D: I casi in cui è consigliata? R: Età uguale o superiore a 35 anni, rischio aumentato secondo test precedenti, precedenti figli con anomalie cromosomiche. D: I rischi? R: 1% di aborto tardivo, 0.1% di errore diagnostico. D: Il procedimento? R: il liquido viene prelevato sotto controllo ecografico. 96 mila le amniocentesi in Italia ogni anno 20% le pazienti che hanno meno di 35 anni 150 mila il totale delle diagnosi effettuate in Italia ogni anno 12% i casi di diagnosi prenatale sbagliata secondo il rapporto 2006 del Tribunale per i diritti del malato. |
| Non una malattia, ma una risorsa in piu' |